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This is my village

“Landscapes and uncontaminated nature” the key words to introduce our village to you. In fact Santa Paolina,  a small village in the area of Irpinia, in southern Italy, is completely dipped in  green mountains and hills. It is 19 kms far from Avellino, the main town of Irpinia, and 19 kms far from Benevento, the main town of Sannio. Santa Paolina’s territory borders on the following villages : Montefusco, Montemiletto, Torrioni, Tufo, Prata Principato Ultra. It stands 550 mts above the sea level and spreads along the slopes of a hill called Saint Felice, that turns into the Mountain of Montefusco in its highest areas, that’s why the climate is cold in Winter and warm in Summer.  Its 1482 inhabitants are distributed upon an 8,36 sq. Kms area. Santa Paolina is made up of a small centre and 11 hamlets, but Santa Lucia, Sala, Acquara, Marotta, PicoliViturano, Castelmozzo, Ponte Zeza are the biggest and the most populated ones.

 

IL MIO PAESE

“Paesaggi e una  natura incontaminata” queste le parole chiavi per presentarvi il nostro paese. Infatti, Santa Paolina, un piccolo paese dell’ Irpinia, nel sud Italia, è completamente immerso tra verdi montagne e colline. Dista 19 km da Avellino, la città capoluogo dell’ Irpinia, e 19 km da Benevento, capoluogo del Sannio. Il territorio di Santa Paolina confina con i seguenti Paesi: Montefusco, Montemiletto, Torrioni, Tufo, Prata Principato Ultra. Si trova a 550m sul livello del mare e si estende lungo le pendici di una collina chiamata San Felice, che diventa la montagna di Montefusco nella sua zona più alta, per cui  il clima è freddo in inverno e caldo in estate. I suoi 1482 abitanti sono distribuiti su un’ area di 8,36 kmq . Santa Paolina è costituita da un piccolo centro e 11 frazioni, ma Santa Lucia, Sala, Acquara, Marotta, Picoli, Viturano, Castelmozzo, Ponte Zeza sono i più grandi e i più popolati. 

OUR ORIGINS AND  OUR HISTORY

 From a geological point of view our region goes back to Cretaceous period when the Apennine of Campania emerged, and in fact in the lowest area of the hamlets of  Castelmozzo, Marotta and Ponte Zeza a gypsum quarry (mine) has been found out while  groundwater proves to be salty because it contains a high percentage of rock salt.

It is very difficult to establish when man appeared first in our region because neither traces of landscapes nor human stays have survived. Except for the findings of some tombs going back to the late Roman Age,   there have never been further archaeological excavation here, but the old people living at Petrarola, that is the old village centre, and at  Castelmozzo tell ancient stories, legend and facts happened there, that’s why we suppose the ancient origins of  those places. An ancient legend tells that in ancient times the whole Mountain of Montefusco was a place of cult and pagan rites that’s why by night a lot of bonfires lit it up completely, but those rites came to an end with the birth and diffusion of Christianity. Nevertheless, it may be that the first human settlement was born around Saint Paolina’s Church proved as parish church by documents since 1299. So the name of our village comes from  Saint Paolina, who is also our patron saint. The first settlements turned into a real village during the late Middle Ages, XIII and XIV century, infact in ” Documents” by  the famous historian Scandone you can read “Casalis Sanctae Paulinae  de pertinentiis Muntifusculi”(1334)and that means that in its origins Santa Paolina was just an hamlet  coming under the jurisdiction of Montefusco’s Barony. In fact, from 1487 to 1794 it was governed by  famous barons such as: Giovanni Borgia d’ Aragona (1497), Consalvo Fernandez De Cordova(1507), Antonio Caracciolo (1545), Federico Tommacelli (1573), Fabrizio Gesualdo (1584), Niccolò Ludovisi (1613), Giovan Battista Ludovisi (1676), Luzio Caracciolo (1682), then from 1742 to 1794 it was under the direct government of the Royal Court. In 1814, following a disastrous flood, a terrible landslide broke off the hill of Saint Felice and destroyed most of the houses in the old village, that were later built again where they are situated nowadays. Most of our citizens took an active part to Carbonari’s Risings and constituted a secret and subversive organization:” I veri figli di Licurgo”(Licurgo’s true sons).Following the failure of the Risings a lot of citizens were sentenced for political conspiracy against the government. The Fiorettas were the local  family that showed the most active commitment for the Unity of Italy.

 

 

LE NOSTRE ORIGINI E LA NOSTRA STORIA

Sotto il profilo geologico il nostro territorio risale al periodo cretaceo, quando l’Appennino Campano emerse, infatti nella zona più bassa delle frazioni di Castelmozzo, Marotta e Ponte Zeza è stata trovata una miniera di gesso mentre l’acqua del sottosuolo risulta essere salata perché contiene un’elevata percentuale di salgemma.

E’ molto difficile stabilire quando l’uomo apparve per la prima volta nel nostro territorio perché non sono sopravvissute  né tracce di paesaggi né di stanziamenti umani. Ad eccezione di ritrovamenti di alcune tombe risalenti all’Età Romana,non ci sono mai stati ulteriori scavi archeologici, ma gli anziani che vivono a Petrarola,vale a dire il centro antico del paese, e a Castelmozzo raccontano storie antiche, leggende e fatti accaduti là, per cui supponiamo le antiche origini di questi luoghi. Un antica leggenda racconta che nei tempi antichi l’intera Montagna di Montefusco era luogo di culto e riti pagani pe cui di notte tantifalò l’ illuminavano completamente.Ma quei riti finirono con l’avvento e diffusione del Cristianesimo. Tuttavia, è possibile che il primo stanziamento umano sia nato intorno alla Chiesa di Santa Paolina che, come da documenti,  risulta sin dal 1299  chiesa parrocchiale. Dunque il nome del nostro paese deriva da Santa Paolina, che è anche la nostra Parona.  Il primo stanziamento divenne un vero paese nel tardo Medioevo, XIII E XIV secolo, infatti nei “ Documenti” del famoso storico Scandone si  legge  Casalis Sanctae Paulinae  de pertinentiis  Muntifusculi”(1334), e ciò significa che in origine Santa Paolina era solo un borgo dipendente dalla giurisdizione della Baronia di Montefusco.

Infatti dal 1487 al 1794 fu  governata da   famosi baroni come: Giovanni Borgia d’ Aragona (1497), Consalvo Fernandez De Cordova(1507), Antonio Caracciolo (1545), Federico Tommacelli (1573), Fabrizio Gesualdo (1584), Niccolò Ludovisi (1613), Giovan Battista Ludovisi (1676), Luzio Caracciolo (1682), poi dal 1742 al 1794 fu sotto il diretto governo della corte reale.

Nel 1814, in seguito ad un alluvione disastroso, una terribile frana si staccò dalla collina di San Felice e distrusse la maggior parte delle case del paese vecchio, che più tardi furono ricostruite nello stesso luogo dove sono situate oggi. La maggior parte dei nostri cittadini presero parte ai Moti Carbonari e costituirono una società segreta e sovversiva: :” I veri figli di Licurgo”. In seguito al fallimento dei Moti molti dei nostri cittadini furono condannati a morte accusati di cospirazione politica contro il governo. La famiglia Fioretta fu quella che mostrò l’impegno politico più attivo per l’Unità d’Italia.

 

A true masterpiece of art is Saint Paolina’s Church, that is situated in the centre of the ancient hamlet. It was probably built in XIII century because in some documents going back to 1299 that same church was regarded as parish church. The interior of this temple goes back to the end of XVIII century, we can see an only nave and a lacunar ceiling. Its main doors are surmounted by niches with paintings that portray Saint Felice and Saint Paolina, both of them Patron Saints of the village. We can find here a lot of  wooden statues and important paintings.    

 

Un vero tesoro d’arte è la Chiesa di Santa Paolina, sita nel centro dell’antico casale. Fu probabilmente costruita nel XIII secolo poiché in alcuni documenti risalenti al 1299 viene già  considerata chiesa parrocchiale.  Il tempio presenta un interno della fine del XVIII secolo ad una sola navata e con soffitto a cassettoni. Le due porte di ingresso sono sormontate da nicchie con dipinti raffiguranti San Felice compatrono del paese, e Santa Paolina. Oltre alle numerose statue lignee la chiesa custodisce importanti  dipinti.

Here is the altar- piece, that portrays the Madonna of Providence, the Madonna of Carmine, that was given by the noble family  De Ruggerio, in 1608, and the Madonna of  the Saint Rosary, that  was commissioned by the noble family Aitoro in that same year. These three wooden masterpieces of art are probably by Neapolitan artists. Furthermore there are paintings that depict the Madonna of “Arco” and    the Madonna of the Graces that may come from another church or holy building because their present arrangement, in the centre of the ceiling, goes back to the early years of  XIX. The painting of the Madonna of Providence is by Francesco Curia, who is considered by the historians one of the most important painter in the southern Italy at the end of XVI century. We can admire his masterpieces further than in Naples, also in Benevento and in Salerno

 

La pala d’altare raffigura la Madonna della Provvidenza e la Madonna del Carmine, donata nel 1608 dalla famiglia De Ruggerio, e quella del SS.Rosario  commissionata nello stesso anno dalla nobile famiglia del luogo, gli Ajtoro. Tutte e tre queste opere sono su legno e molto probabilmente di artisti napoletani. Altri interessanti dipinti sono quelli su tela raffiguranti la Madonna delle Grazie e la Madonna dell’Arco, provenienti forse da altro edificio sacro perché la loro attuale collocazione, al centro del soffitto, risale ai primi anni del XIX secolo. Il dipinto della Madonna della Provvidenza è attribuito a Francesco Curia, considerato dagli storici dell’arte il più grande pittore di fine Cinquecento vissuto nell’Italia meridionale. Le sue opere si possono ammirare oltre che a Napoli, nel Beneventano e nel Salernitano.

 

 

ITS ECONOMY 

From an economic point of view, Saint Paolina is mainly an gricultural territory. You can see here wide expanses of vineyards, in fact  Santa Paolina  is a member of an important Italian Association,among the  most famous wine territories,called “Filiera delle Strade del Vino ”. We produce important D.O.C.G. wines: GRECO DI TUFO WINE, “GRECO DI TUFO” grapes  FIANO WINE Taurasi wine, that we export all over the world. Besides, my village has got another important economic resource:handicraft, that is characterized by lace workmanship calledtombolo”,i.e. pillow  lace. Here is the most difficult and valuable pillow lace, the famous grapes leaf In my village all  women can work this precious lace. It is an ancient art that is thought by every mother to her doughter from a generation to the other one.They say that in ancient times this valuable lace decorated the nobles’ rich suits,dresses  and  trousseaus .

 

L’ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE

Sotto il profilo economico il nostro è un paese essenzialmente agricolo. Qui puoi vedere vaste distese di vigneti, infatti  Santa Paolina fa parte di un’importane Associazione Italiana di paesi produttori di vini detta “ Filiera del vino”. Noi produciamo famosi vini D.O.C. G: Greco di Tufo, Taurasi e Fiano, che esportiamo in tutto il mondo. Inoltre, il nostro paese ha un’altra importante risorsa economica: un prezioso merletto lavorato a mano detto”tombolo” . Qui,tutte le donne adulte sanno lavorare questo prezioso merletto. È un’arte antica tramandata dalle madri alle figlie, da una generazione all’altra. Si dice che nei secoli passati questo merletto decorasse i ricchi vestiti dei nobili e tutto il loro corredo . 

 Our area is characterized by its wine growing and wine making vocation. Most of its soil is planted with vines and the local producers produce vintage “d.o.c.G” wines. Their presence on the tables all over the world enhances the value of this village, whose greatest and only economic resource is the wine growing.  

  Il nostro territorio è caratterizzato dalla vocazione vitivinicola. La maggior parte del suolo è coltivato a viti e i viticoltori locali producono vini “d.O.C.G”, la cui presenza sulle tavole di tutto il mondo dà prestigi

THE GRAPE- VINE  ITS ORIGINS 

The birth of the first sprout  of the vine  and the first fermentation of the must are  surrounded by some mistery. The expansion of the grapevine was always connected to the degree of civilization, of progress, of welfare of the  peoples; as the ages of splendour of peoples often alternated with those ones of decline, so the grapevine had  periods of increase and periods of  notable decrease. The grapevine has been   known since the  prehistoric times. The ancient Jews considered grape-growing a sign of wealth and prosperity.The variety of grapes more cultivated  was of a dark blue colour. From the grapevine and from its fruit, grapes, wine was produced, and it  immediately spread  all over the middle eastern countries. The pressing of the bunches was made  by slaves who pressed them  with  their  feet following the rythm marked by the hits of a hammer on a sound box. In Egypt, the fertile Nile valley was rich in vineyards and Egyptians perfectly knew the wine- making art. They also knew the winepress that ,although primitive, will be used for milleniums. Among the Egyptians prisoners of war brought to Rome as slaves there were a lot of very skilled grape-growers The grapevine was cultivated for about a millennium only in  Sicily and then it spread all over other regions of central and southern Italy.. In about  90 A. D. there was the first crisis of grapes overproduction  With the fall of the Roman empire, the grape- growing suffered a strong decrease  that lasted for lots of centuries. It was only in XVII century that the grape-vine was cultivated again.

 

 

La Vite LE SUE ORIGINI  

      La nascita del primo germoglio di vite ed il primo ribollire del mosto sono circondati di mistero. L’espansione della vite fu sempre direttamente proporzionale al grado di civiltà, di progresso, di benessere raggiunti dai popoli; come i periodi di splendore dei popoli si alternarono a quelli di decadenza, cosi la vite ebbe corrispondenti periodi di espansione e periodi di sensibili contrazioni. La vite è conosciuta dagli uomini fin dalla preistoria. Gli antichi Ebrei consideravano la viticoltura indice di ricchezza e di prosperità. La varietà d’uva più coltivata era di colore azzurro cupo Dalla vite poi si è ricavato il vino che si è diffuso in un primo tempo in  tutto il medio Oriente.. La pigiatura dei grappoli era fatta da schiavi che pigiavano con i piedi, con una cadenza ritmata da colpi di martello su un piatto armonico.In Egitto, la fertile vallle del Nilo era ricca di vigneti e gli Egiziani conoscevano perfettamente l’arte di fare il vino. Questi conoscevano anche il torchio che, benché primitivo, sarà usato per molti millenni. Fra i prigionieri di guerra portati a Roma come schiavi vi erano molti provetti viticoltori. La vite poi fu coltivata per circa un millennio soltanto in Sicilia e poi fu diffusa in altre regioni dell’Italia centrale e meridionale Verso il 90 d.C. scoppiò la prima crisi di sovrapproduzione che la storia ricordi. Con la caduta dell’Impero Romano, la coltura della vite nella penisola subì una forte contrazione che si mantenne per lunghi secoli. Fu soltanto nel 1600 che la vite tornò nuovamente ad essere coltivata.

 

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